fiori d’arancio

Quelli di voi che seguono i bollettini dalla prima “puntata” forse ricorderanno i due ragazzi la cui danza di seduzione mi ha incantato l’anno scorso. Ne ho scritto di nuovo di recente colpita dalla bellezza di una seduzione sottile che e’ andata avanti in silenzio per mesi e mesi.
Oggi gli stessi due sono arrivati con dei grandi sorrisi e un anello al dito. Hanno fatto il giro con una grandde scatola di cioccolatini per venirci ad annunciare il loro fidanzamento.

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Lezioni di Curdo

Ho cominciato da qulache settimana a prendere lezioni di curdo. Il tentativo dell’inizio dell’anno scorso era fallito miseramente e nel tempo ero riuscita soltanto a raccogliere parole casuali qui e lì. Alla difficoltà delle comunicazioni quotidiane, nel tempo si è aggiunta la frustrazione di non riuscire a capire fino in fondo questo posto perchè non ne conosco la lingua.

Ho cominciato a chiedere un po’ in giro e finalmente ho trovato un maestro. É uno studente di linguistica e viene da una famiglia super-conservatrice e da quando ci conosciamo non mi ha mai stretto la mano; siamo arrivati alla quinta lezione e ci stiamo divertendo un sacco.

Ci accomuna una grande passione per la grammatica e quindi non perdo mezza occasione per fargli milioni di domande per capire come funziona la lingua, la struttura delle parole, la sintassi… Una delle mie parole preferite è ormai “bo?” che significa “perchè?”. Mi sento in una fase a metà fra una bambina di tre anni che scopre il mondo e una di sei che impara a descriverlo “incidiendo” lettera per letttera le parole su un quaderno a quadretti – ecco, quella sono io quando facciamo il dettato!

Le mie inibizioni, gli errori da principiante e il perfezionismo mi fanno pensare che ci vorrà un bel po’ di tempo prima che riesca a formulare un’intera frase in pubblico. L’altro B. giorno mi ha chiesto di tradurre una frase da un libro – ho guardato le parole, le conoscevo tutte e quindi con grande orgoglio pian piano ho detto: “…suo… fratello… è… una…. ragazza!” B. mi ha guardato incredulo ed è scoppiato in una risata incontenibile. Io ero troppo fiera di aver riconosciuto tutte le parole per rendermi immediatamente conto di quello che stessi dicendo. Appena mi sono accorta, ho cominciato a ridere per l’imbarazzo (non è la cosa più appropriata da dire ad un membro della fratellanza islamica!) e ci è voluto un po’ perchè tutti e due smettessimo di ridere e ritrovassimo la concentrazione. Per la cronaca, la traduzione corretta era “questo è il fratello della ragazza”!

Una delle scoperte più belle è sicuramente legata al fatto che attraverso la lingua sto capendo molto della cultura e della mentalità di questo posto. La settimana scorsa studiavamo i verbi fraseologici e mi spiegava la differenza nella costruzione dei tempi dei verbi. É stato davvero un momento di illuminazione – presente e futuro si declinano allo stesso modo, non c’e’ distinzione. La spiegazione è semplicissima (eppure drammaticamente profonda): per i curdi il presente É il futuro.


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LA MONTAGNA E LE CONTRADDIZIONI

Una giornata in montagna offre sempre più di una storia da raccontare.

Ieri sono stata a visitare la Grotta di Bestwoon sul monte Bradost. Le grotta, che secondo la leggenda è così lunga da non finire mai, è stata scoperta nel 1951 ed è uno dei siti della tarda età del ferro che si trovano in Kurdistan. Mi ha fatto uno strano effetto pensare di trovarmi a casa dell’uomo di Neanderthal. A fare compagnia alle stalattiti e le stalagmiti antichssime c’erano giovani imitazioni di ghiacchio: la transitorietà e la permanenza una accanto all’altra: diverse nella sostanza, ma disegnate esattamente nella stessa forma. É stata un’esperienza suggestiva: le montagne qui sono così antiche e cariche di storia che rimettono completamente in discussione il senso del tempo.

Dopo aver visitato le grotte, a cui lo sfondo di neve ha offerto un ulteriore strato di quiete, abbiamo continuato a girovagare su e giù fra picchi e vallate. Verso l’ora di pranzo abbiamo trovato un angolo tranquillo dove parcheggiare e mangiare uno spuntino: uno slargo a lato della strada in posizione perfetta per fotografare le tre catene di montagne che si susseguono alla fine della vallata di fronte a noi. Pochi minuti dopo aver sistemato panini e frutta, una macchina suona il clacson e accosta, nulla di strano considerando che qui sono incredibilmente ospitali con gli stranieri. La sosta, stavolta, non è un gesto di cortesia, ma un avvertimento: “attenzione, mine!” ci dicono. Pochi minuti dopo una seconda macchina fa lo stesso. Ci guardiamo intorno e ci accorgiamo di aver parcheggiato sul bordo di un campo minato: la segnalazione con le bandiere rosse poco visibile in mezzo agli alberi. Passato il brivido freddo, la situazione diventa l’argomento di una serie di battute di cattivo gusto – compreso il fatto che adesso non si sa più dove andare a fare pipì dopo pranzo considerando che nessuno ha voglia di saltare per aria! É affascinante vedere come l’umorismo salace diventi un mezzo potente per affrontare la paura. Ci rimettiamo in macchina e continuiamo ad esplorare; ascoltiamo una selezione di canzoni decisamente insolita fra cui un reggae hawaiano, il cui ritornello dice: devi vivere in stile hawaiano… niente di più stridente con il paesaggio che ci circonda. Il primo ritornello comincia mentre attraversiamo un nuovo campo minato, questo davvero enorme e in fase di sminamento. All’interno del recinto che segnala l’area da bonificare vedo uno scoiattolo nero che corre senza pensieri, subito fuori dal recinto un gruppo di cavalli selvatici. La colonna sonora rende la scena surreale e in qualche modo rivela il disorientamento che provo. Ci sono cose che sembrano così distanti e che invece sono diventate parte della mia quotidianità.

Stamattina ho cercato un po’ di notizie per provare a capirne di più. In tutto l’Iraq ci sono ancora 25 milioni di mine inesplose. Solo in Kurdistan, che dal 2002 ha attivato una seria e costante campagna di sminamento, i villaggi ancora minati sono 716 e i campi minati 2241 – sono numeri che fanno girare la testa. L’Italia, a quanto pare, non ha perso l’occasione di rendersi utile e alla fine degli anni 80, durante la guerra fra Iraq e Iran, è stata fra i principali importatori di mine in Iraq.


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14 BUONE RAGIONI PER TRASFERIRSI AD ERBIL

- ti piace mangiare kebab alle 6 di mattina anche se non sei ubriaco

- pensi che sia una buona idea riparare un computer portatile con l’asciuga-capelli

- pensi che la risposta a “come stai?” sia “grazie”

- hai una passione per le tempeste di sabbia

- pensi che i pantaloni a zampa d’elefante siano all’ultima moda

- non puoi vivere senza baffi

- pensi che i pic nic siano la cosa più divertente del mondo

- hai un debole per le donne con il trucco pesante e i vestiti di poliestere e paillettes

- guidi come una pecora bendata in acido

- usi al posto del profumo il deodorante per la casa

- pensi che l’unico materiale decente per costruire sia il cemento

- il termine che usi per mangiare è pane e quello per bere è mangiare

- pensi che i mocassini a punta indichino la via del futuro

- pensi che le montagne siano i migliori amici dei curdi

Scritto per Andy in uno scambio mattutino con Melinda e Sebastian


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UN ANNO

Un anno passa, un anno vola, un anno cambia faccia…..

É passato un bel po’ di tempo dall’ultimo bollettino. Il tempo corre veloce e io mi trovo spesso all’inseguimento.

L’amore è arrivato, se ne è andato e chissà forse ritorna. Gli amici occasionali cambiano. Le persone di cui ti fidavi ti deludono e nuovi incontri inaspettati ti sorprendono.

C’è sempre una chiacchiera e un bicchiere di vino; e ci sono modi nuovi di sentire il ciclo del tempo e delle stagioni.

I due studenti che passeggiavano avanti e dietro nel cortile dell’università in un gioco magnetico di sguardi continuano a farlo con un languore reso più dolce dall’impossibilità, dal desiderio e dai giorni che passano. Altri due studenti si sono ufficialmente fidanzati, sono arrivati sorridenti nel mio ufficio con un vassoio di baklava per raccontarmelo, e adesso camminano spensierati tenendosi la mano senza pudore nè timore.

Ci sono state le nuove elezioni dell’associazione degli studenti e quest’anno abbiamo avuto un grande cambiamento: ci sono due ragazze nel comitato direttivo. Per la prima volta le donne si sono candidate per vari incarichi e non solo per le questioni femminili. É un passo in avanti sorprendente che mi riempie di gioia e di orgoglio.

Le tempeste di sabbia sono meno gialle e meno frequenti, arrivano all’improvviso e coprono tutto con un velo di sonnolenza e malinconia.


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