Archivio per gennaio, 2010

LA MONTAGNA E LE CONTRADDIZIONI

Una giornata in montagna offre sempre più di una storia da raccontare.

Ieri sono stata a visitare la Grotta di Bestwoon sul monte Bradost. Le grotta, che secondo la leggenda è così lunga da non finire mai, è stata scoperta nel 1951 ed è uno dei siti della tarda età del ferro che si trovano in Kurdistan. Mi ha fatto uno strano effetto pensare di trovarmi a casa dell’uomo di Neanderthal. A fare compagnia alle stalattiti e le stalagmiti antichssime c’erano giovani imitazioni di ghiacchio: la transitorietà e la permanenza una accanto all’altra: diverse nella sostanza, ma disegnate esattamente nella stessa forma. É stata un’esperienza suggestiva: le montagne qui sono così antiche e cariche di storia che rimettono completamente in discussione il senso del tempo.

Dopo aver visitato le grotte, a cui lo sfondo di neve ha offerto un ulteriore strato di quiete, abbiamo continuato a girovagare su e giù fra picchi e vallate. Verso l’ora di pranzo abbiamo trovato un angolo tranquillo dove parcheggiare e mangiare uno spuntino: uno slargo a lato della strada in posizione perfetta per fotografare le tre catene di montagne che si susseguono alla fine della vallata di fronte a noi. Pochi minuti dopo aver sistemato panini e frutta, una macchina suona il clacson e accosta, nulla di strano considerando che qui sono incredibilmente ospitali con gli stranieri. La sosta, stavolta, non è un gesto di cortesia, ma un avvertimento: “attenzione, mine!” ci dicono. Pochi minuti dopo una seconda macchina fa lo stesso. Ci guardiamo intorno e ci accorgiamo di aver parcheggiato sul bordo di un campo minato: la segnalazione con le bandiere rosse poco visibile in mezzo agli alberi. Passato il brivido freddo, la situazione diventa l’argomento di una serie di battute di cattivo gusto – compreso il fatto che adesso non si sa più dove andare a fare pipì dopo pranzo considerando che nessuno ha voglia di saltare per aria! É affascinante vedere come l’umorismo salace diventi un mezzo potente per affrontare la paura. Ci rimettiamo in macchina e continuiamo ad esplorare; ascoltiamo una selezione di canzoni decisamente insolita fra cui un reggae hawaiano, il cui ritornello dice: devi vivere in stile hawaiano… niente di più stridente con il paesaggio che ci circonda. Il primo ritornello comincia mentre attraversiamo un nuovo campo minato, questo davvero enorme e in fase di sminamento. All’interno del recinto che segnala l’area da bonificare vedo uno scoiattolo nero che corre senza pensieri, subito fuori dal recinto un gruppo di cavalli selvatici. La colonna sonora rende la scena surreale e in qualche modo rivela il disorientamento che provo. Ci sono cose che sembrano così distanti e che invece sono diventate parte della mia quotidianità.

Stamattina ho cercato un po’ di notizie per provare a capirne di più. In tutto l’Iraq ci sono ancora 25 milioni di mine inesplose. Solo in Kurdistan, che dal 2002 ha attivato una seria e costante campagna di sminamento, i villaggi ancora minati sono 716 e i campi minati 2241 – sono numeri che fanno girare la testa. L’Italia, a quanto pare, non ha perso l’occasione di rendersi utile e alla fine degli anni 80, durante la guerra fra Iraq e Iran, è stata fra i principali importatori di mine in Iraq.


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14 BUONE RAGIONI PER TRASFERIRSI AD ERBIL

- ti piace mangiare kebab alle 6 di mattina anche se non sei ubriaco

- pensi che sia una buona idea riparare un computer portatile con l’asciuga-capelli

- pensi che la risposta a “come stai?” sia “grazie”

- hai una passione per le tempeste di sabbia

- pensi che i pantaloni a zampa d’elefante siano all’ultima moda

- non puoi vivere senza baffi

- pensi che i pic nic siano la cosa più divertente del mondo

- hai un debole per le donne con il trucco pesante e i vestiti di poliestere e paillettes

- guidi come una pecora bendata in acido

- usi al posto del profumo il deodorante per la casa

- pensi che l’unico materiale decente per costruire sia il cemento

- il termine che usi per mangiare è pane e quello per bere è mangiare

- pensi che i mocassini a punta indichino la via del futuro

- pensi che le montagne siano i migliori amici dei curdi

Scritto per Andy in uno scambio mattutino con Melinda e Sebastian


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UN ANNO

Un anno passa, un anno vola, un anno cambia faccia…..

É passato un bel po’ di tempo dall’ultimo bollettino. Il tempo corre veloce e io mi trovo spesso all’inseguimento.

L’amore è arrivato, se ne è andato e chissà forse ritorna. Gli amici occasionali cambiano. Le persone di cui ti fidavi ti deludono e nuovi incontri inaspettati ti sorprendono.

C’è sempre una chiacchiera e un bicchiere di vino; e ci sono modi nuovi di sentire il ciclo del tempo e delle stagioni.

I due studenti che passeggiavano avanti e dietro nel cortile dell’università in un gioco magnetico di sguardi continuano a farlo con un languore reso più dolce dall’impossibilità, dal desiderio e dai giorni che passano. Altri due studenti si sono ufficialmente fidanzati, sono arrivati sorridenti nel mio ufficio con un vassoio di baklava per raccontarmelo, e adesso camminano spensierati tenendosi la mano senza pudore nè timore.

Ci sono state le nuove elezioni dell’associazione degli studenti e quest’anno abbiamo avuto un grande cambiamento: ci sono due ragazze nel comitato direttivo. Per la prima volta le donne si sono candidate per vari incarichi e non solo per le questioni femminili. É un passo in avanti sorprendente che mi riempie di gioia e di orgoglio.

Le tempeste di sabbia sono meno gialle e meno frequenti, arrivano all’improvviso e coprono tutto con un velo di sonnolenza e malinconia.


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