Archivio per febbraio, 2010
fiori d’arancio
Inviato da francesca il Bollettini il 28 febbraio 2010
Quelli di voi che seguono i bollettini dalla prima “puntata” forse ricorderanno i due ragazzi la cui danza di seduzione mi ha incantato l’anno scorso. Ne ho scritto di nuovo di recente colpita dalla bellezza di una seduzione sottile che e’ andata avanti in silenzio per mesi e mesi.
Oggi gli stessi due sono arrivati con dei grandi sorrisi e un anello al dito. Hanno fatto il giro con una grandde scatola di cioccolatini per venirci ad annunciare il loro fidanzamento.
Lezioni di Curdo
Inviato da francesca il Bollettini il 4 febbraio 2010
Ho cominciato da qulache settimana a prendere lezioni di curdo. Il tentativo dell’inizio dell’anno scorso era fallito miseramente e nel tempo ero riuscita soltanto a raccogliere parole casuali qui e lì. Alla difficoltà delle comunicazioni quotidiane, nel tempo si è aggiunta la frustrazione di non riuscire a capire fino in fondo questo posto perchè non ne conosco la lingua.
Ho cominciato a chiedere un po’ in giro e finalmente ho trovato un maestro. É uno studente di linguistica e viene da una famiglia super-conservatrice e da quando ci conosciamo non mi ha mai stretto la mano; siamo arrivati alla quinta lezione e ci stiamo divertendo un sacco.
Ci accomuna una grande passione per la grammatica e quindi non perdo mezza occasione per fargli milioni di domande per capire come funziona la lingua, la struttura delle parole, la sintassi… Una delle mie parole preferite è ormai “bo?” che significa “perchè?”. Mi sento in una fase a metà fra una bambina di tre anni che scopre il mondo e una di sei che impara a descriverlo “incidiendo” lettera per letttera le parole su un quaderno a quadretti – ecco, quella sono io quando facciamo il dettato!
Le mie inibizioni, gli errori da principiante e il perfezionismo mi fanno pensare che ci vorrà un bel po’ di tempo prima che riesca a formulare un’intera frase in pubblico. L’altro B. giorno mi ha chiesto di tradurre una frase da un libro – ho guardato le parole, le conoscevo tutte e quindi con grande orgoglio pian piano ho detto: “…suo… fratello… è… una…. ragazza!” B. mi ha guardato incredulo ed è scoppiato in una risata incontenibile. Io ero troppo fiera di aver riconosciuto tutte le parole per rendermi immediatamente conto di quello che stessi dicendo. Appena mi sono accorta, ho cominciato a ridere per l’imbarazzo (non è la cosa più appropriata da dire ad un membro della fratellanza islamica!) e ci è voluto un po’ perchè tutti e due smettessimo di ridere e ritrovassimo la concentrazione. Per la cronaca, la traduzione corretta era “questo è il fratello della ragazza”!
Una delle scoperte più belle è sicuramente legata al fatto che attraverso la lingua sto capendo molto della cultura e della mentalità di questo posto. La settimana scorsa studiavamo i verbi fraseologici e mi spiegava la differenza nella costruzione dei tempi dei verbi. É stato davvero un momento di illuminazione – presente e futuro si declinano allo stesso modo, non c’e’ distinzione. La spiegazione è semplicissima (eppure drammaticamente profonda): per i curdi il presente É il futuro.