Exeunt


Non mi piacciono i commiati, ma gli incompiuti non mi fanno stare bene.

Con la casa da vuotare e la valigia da preparare, avevo bisogno di una soluzione che non fosse sinonimo di malinconia – è così che ho deciso di vendere tutto quello che ho accumulato in questi due anni – piatti, tazze, bicchieri, lucette dell’albero di natale e una capra di plasica coperta di vero pelo – e dare il ricavato in beneficenza. Per la vendita ho organizzato una festa ieri sera che si è trasformata in una serata meravigliosa, un piccolo evento. Abbiamo battuto all’asta i pezzi in vendita – S. K. e E. Hanno fatto un lavoro eccezionale: ci siamo fatti un sacco di risate e lo spirito del “chi offre di più” ha contagiato tutti. All’inizio della serata, il direttore del Centro per i bambini autistici, a cui abbiamo donato i soldi, ci ha detto che il ricavato sarebbe stato destinato all’acquisto della moquette per le aule e al finanziamento delle lezioni di musica per uno dei bambini (una novità assoluta in Kurdistan). La bella serata, il vino e la buona causa hanno scaldato l’atmosfera e siamo riusciti a raccogliere 2000 dollari, il doppio di quanto il direttore del centro ci aveva chiesto e molto più di quanto io potessi sperare. La festa è andata avanti fino a mattina. Io quatta quatta sono sgattaiolata via e sono andata a dormire – la musica, le chiacchiere e le risate mi hanno fatto addormentare col sorriso. Ieri sera S. mi ha detto che c’era la sensazione della fine di un’era (e che questa è una cosa bella perchè vuol dire che c’è stata un’era da ricordare). Stamattina N. ancora mezzo addormentato mi ha detto la stessa cosa – N. e S. non si erano parlati, ma hanno usato le stesse parole: questa cosa mi ha fatto sorridere, forse sarà vero!

Di ritorno verso casa questa mattina dopo una colazione al mercato vecchio, chiedevo a S. come si concludono i testi teatrali in inglese – se ci fosse un equivalente del nostro “sipario” – e lui mi ha ricordato che tutte le opere di Shakespeare si concludono con “Exeunt” e i personaggi escono di scena.

Questi due anni sono stati pieni di sorrisi e piccoli drammi, di intrighi e tante storie. Quindi ho deciso di non curarmi del rischio di suonare un po’ pomposa e di chiedere aiuto a Shakespeare per far calare il sipario su queste molte settimane di bollettini.

Exeunt.


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